TEMA SULLA PACE – Di Andreassi Sara, etc…

gennaio 16, 2010 at 11:20 am (Attività)

La pace è un bene di tutti ed ognuno deve impegnarsi in prima persona per realizzarla.

Nella poesia “Per chi suona la campana” di John Donne, ogni uomo ha un’importanza fondamentale per l’umanità intera e quindi per ciascuno di noi.

Gli uomini, tutti gli uomini sono essenziali, pertanto solo unendoci, collaborando potremo risolvere i problemi, che affliggono la Terra.

Possiamo prendere esempio dal fondatore della non violenza: Gandhi, che si batté per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e lanciò a livello di massa il suo metodo di lotta basato sulla resistenza non violenta e attraverso questa protesta pacifica riuscì ad ottenere l’indipendenza della sua patria, l’India, da una grande potenza: il Regno Unito.

Però, purtroppo oltre ai costruttori di pace, ci sono i portatori di guerra.

La guerra è nata insieme all’uomo perché tra gruppi sociali si crea tensione, che sfocia alcune volte in veri e propri conflitti.

I danni più terribili della guerra non sono causati dai conflitti veri e propri, ma dalle conseguenze che si evidenziano nel tempo dovute alla scarsità di cibo, di acqua, dagli ordigni inesplosi che rimangono per anni sepolti nei terreni.

Le persone maggiormente soggette alle sofferenze sono gli anziani, i malati, le donne e i bambini.

L’uomo ha perfezionato armi, ma non ha creato niente per la pace, anche se la storia ci insegna che la guerra non porta niente di positivo, al contrario aumenta i problemi; mette a repentaglio la vita delle persone: donne, vecchi, bambini senza distinzione; distrugge case, paesi creando un mondo di rovine.

Possiamo trovare tante parole scritte che testimoniano l’importanza di vivere in un mondo pacifico.

Anche la nostra  costituzione  nell’articolo n°11 afferma che ”L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa  alla libertà degli altri popoli”.   Leggiamo con attenzione, seguiamo queste regole, rendiamole concrete! Non dobbiamo perdere la speranza!

 Anche oggi ci sono persone che promuovono il dialogo al posto delle armi, il confronto tra civiltà, al posto della ricerca delle differenze che dividono.

Qualche tempo fa Barack Obama ha ricevuto il Nobel per la pace perché, durante il corso dei primi mesi del suo mandato, ha dimostrato uno straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli. La commissione del premio ha riconosciuto gli sforzi del presidente nel lavorare per la pace nel mondo e ha voluto dare un segno per affermare che questa è la strada da seguire se vogliamo cancellare dai vocabolari di ogni lingua la parola: guerra! 

La pace è un bene di tutti ed ognuno deve impegnarsi in prima persona per realizzarla.

Nella poesia “Per chi suona la campana” di John Donne, ogni uomo ha un’importanza fondamentale per l’umanità intera e quindi per ciascuno di noi.

Gli uomini, tutti gli uomini sono essenziali, pertanto solo unendoci, collaborando potremo risolvere i problemi, che affliggono la Terra.

Possiamo prendere esempio dal fondatore della non violenza: Gandhi, che si batté per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e lanciò a livello di massa il suo metodo di lotta basato sulla resistenza non violenta e attraverso questa protesta pacifica riuscì ad ottenere l’indipendenza della sua patria, l’India, da una grande potenza: il Regno Unito.

Però, purtroppo oltre ai costruttori di pace, ci sono i portatori di guerra.

La guerra è nata insieme all’uomo perché tra gruppi sociali si crea tensione, che sfocia alcune volte in veri e propri conflitti.

I danni più terribili della guerra non sono causati dai conflitti veri e propri, ma dalle conseguenze che si evidenziano nel tempo dovute alla scarsità di cibo, di acqua, dagli ordigni inesplosi che rimangono per anni sepolti nei terreni.

Le persone maggiormente soggette alle sofferenze sono gli anziani, i malati, le donne e i bambini.

L’uomo ha perfezionato armi, ma non ha creato niente per la pace, anche se la storia ci insegna che la guerra non porta niente di positivo, al contrario aumenta i problemi; mette a repentaglio la vita delle persone: donne, vecchi, bambini senza distinzione; distrugge case, paesi creando un mondo di rovine.

Possiamo trovare tante parole scritte che testimoniano l’importanza di vivere in un mondo pacifico.

Anche la nostra  costituzione  nell’articolo n°11 afferma che ”L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa  alla libertà degli altri popoli”.   Leggiamo con attenzione, seguiamo queste regole, rendiamole concrete! Non dobbiamo perdere la speranza!

 Anche oggi ci sono persone che promuovono il dialogo al posto delle armi, il confronto tra civiltà, al posto della ricerca delle differenze che dividono.

Qualche tempo fa Barack Obama ha ricevuto il Nobel per la pace perché, durante il corso dei primi mesi del suo mandato, ha dimostrato uno straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli. La commissione del premio ha riconosciuto gli sforzi del presidente nel lavorare per la pace nel mondo e ha voluto dare un segno per affermare che questa è la strada da seguire se vogliamo cancellare dai vocabolari di ogni lingua la parola: guerra!

                                                                                                                                                                

 Di Spiess Bianca II c

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